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Lodi - Piazza della Vittoria | Piarda Ferrari

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Home Lungofiume '26 - Opere classe 2^a

Lungofiume '26 - Opere classe 2^a

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BIANCA AIOLFI

“Maestria dell’Adda” 

Il mio lavoro si chiama “Maestria dell’Adda” ed è un’opera fatta con i pastelli ad olio e rappresenta la biodiversità presente sulle sponde del fiume Adda nelle varie stagioni dell’anno. Ho deciso di rappresentare questo soggetto perché i fiori mi trasmettono calma e serenità, così che chiunque guardi la mia opera abbia i miei stessi sentimenti. I fiori emergono dai due lati seguendo un ritmo naturale che ricorda un soffio dal centro tra le frasche. I colori principali sono l’azzurro, il blu e il verde. 

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NICHOLAS ALESSANDRO BARANELLA

“Custode dei riflessi” 

L’opera ritrae una libellula colta nel momento del riposo, mettendo in luce l'imponente architettura delle sue ali. La trama reticolata si fonde con le colate di colore, esaltando una struttura organica complessa e vibrante. Un tributo alla "natura minuta": quell’universo silenzioso e spesso invisibile che qui rivendica il suo spazio in primo piano. 

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GIORGIA BELLINVIA

“Storione” 

Ho realizzato uno storione, tipico pesce che abita il nostro fiume Adda; per lo sfondo blu, mi sono ispirata alle parti del fiume che in estate tendono a quella tonalità, permettendo la vista della fauna e della flora. La tecnica è mista: ho utilizzato un foglio ruvido e sopra di esso acquarello e china.  
Questo disegno ricalca la precisione ma anche la spensieratezza conferita dallo sfondo. 

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ELISA BERGOMI

“Colori floreali” 

Ho scelto di rappresentare dei fiori perché, andando lungo il fiume Adda, mi sono seduta su un muretto e mentre mi guardavo intorno sono rimasta colpita dalla particolarità dei colori dei fiori e, tra tutti, erano loro a spiccare. Per realizzare quest’opera ho utilizzato i pastelli, per rappresentare i fiori e lo sfondo ho utilizzato l’ecoline sui toni del rosa per conferire un aspetto un po' astratto al lavoro. 

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LAURA BERGOMI

“Luce tra i petali” 

In quest'opera ho voluto dare forma a un campo di fiori, ispirata da un’escursione lungo l'Adda. Nonostante il freddo rigido, l’acqua torbida e le cortecce scure, sono stati i fiori a catturare la mia attenzione. Ho scelto di dipingerli utilizzando le sfumature del giallo: non solo perché è il mio colore preferito, ma per rievocare la bellezza di quei piccoli fiori raccolti durante il cammino, che tra tutti mi avevano colpita di più. 

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SARA BISETTO

“Qua Qua” 

Ho realizzato questa opera con la tecnica del pastello. Ho rappresentato queste due “paperelle” che ho notato nuotare nel fiume Adda, mi trasmettono serenità e tranquillità e il giallo dello sfondo, per me, vuole trasmettere proprio queste emozioni. 

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LISA CASSELLA

“Un fiume di nebbia” 

L’opera che ho realizzato è stata fatta con la tecnica dell’acrilico e l’utilizzo di pastelli per definire i contorni. 
La foto da cui ho preso spunto è stata scattata da me, in Piarda Ferrari a Lodi, in un giorno piuttosto nebbioso e cupo di marzo. 
Pensando al Fiume non mi vengono in mente paesaggi caldi e soleggiati, ma un’ambiente umido e salvaggio, lasciato a se stesso, proprio come ho deciso di rappresentare nel mio quadro.

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MATTIA ALEXANDER CASTILLO TORRES

“Lo scorrere…” 
 
In questo quadro viene raffigurato un fiume, rappresentato attraverso forme semplici e leggermente astratte, osservato da una prospettiva a tre quarti dall’alto. La composizione si basa su una palette naturale, in cui prevalgono il verde, il marrone, il grigio e soprattutto l’azzurro, che definisce il corso d’acqua e ne mette in evidenza la freschezza e il movimento. La carta da forno, strappata e tagliata, è stata utilizzata per creare l’effetto delle onde: un materiale che permette di suggerire il fluire del fiume e il trasporto di tronchi e rami verso la sua fine, aggiungendo un elemento materico che arricchisce la scena. 
Il terreno è costruito attraverso fogli di cotone strappati e applicati su carta ruvida formato F4, così da simulare la collina, le superfici rocciose e le diverse texture del paesaggio. Questa scelta non solo crea rilievo e profondità, ma dà anche l’impressione che le superfici terrestri si trovino realmente sopra l’acqua, come se emergessero da essa. Su queste aree si trovano un piccolo cespuglio e alcune sagome bianche di persone: figure essenziali, prive di colore e contorni, pensate per permettere allo spettatore di immedesimarsi liberamente in una delle pose rappresentate. La loro neutralità cromatica contribuisce a evocare un’atmosfera di quiete, contemplazione e distacco dal rumore del mondo, come se il luogo invitasse naturalmente alla calma.L’intero lavoro nasce dall’osservazione diretta del paesaggio. Per realizzarlo mi sono ispirato a una fotografia scattata lungo il fiume Adda, in particolare nel punto in cui il fiume attraversa un dislivello. L’immagine reale è stata reinterpretata attraverso materiali diversi e un linguaggio visivo personale, che unisce elementi realistici a scelte più astratte, per trasmettere non solo l’aspetto del luogo, ma anche la sensazione di tranquillità e armonia che esso comunica. 

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FRANCESCA DAELLI

“I contrasti sull’acqua” 
 

Quest'opera nasce da una passeggiata lungo le rive dell'Adda, dove l'osservazione diretta del paesaggio si è trasformata in scatto fotografico e, infine, in disegno. Il lavoro gioca sul dualismo tra la quiete naturale del fiume e l'energia del segno umano: le acque calme e tenebrose accolgono il contrasto vibrante di barche dai colori "elettrici" e uniformi, creando un equilibrio visivo tra serenità e dinamismo. 

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CARLO ANTONIO MARIO FAVARATO

“Cicogna” 

L’opera ritrae una cicogna nel pieno del suo volo, un invito a sollevare lo sguardo oltre la superficie del fiume. Ho scelto questo soggetto per ricordare che la vita del fiume non si esaurisce sott'acqua: la cicogna ne rappresenta l'anima aerea, un simbolo di eleganza e libertà che sorveglia l'ecosistema dall'alto, unendo idealmente il cielo alle sponde dell'Adda. 

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GIULIA GALLOTTI

“Schiuma limpida” 

Quest'opera nasce da un "focus" ravvicinato su un particolare del fiume Adda. La composizione è una stratificazione di materiali: sulla base ad acrilico si innestano elementi naturali come la corteccia, che restituisce la rugosità del tronco, e un impasto di sabbia e colla vinilica per dare corpo alla schiuma dell'acqua. Il bianco acrilico finale rifinisce il dettaglio, restituendo quel senso di tranquillità e freschezza tipico del movimento fluviale. 

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JIAN KEENETH HERNANDEZ 

“Nebbia sull’Adda” 

Una veduta completa del fiume, catturata nel fascino del suo respiro invernale. Utilizzando il tratteggio a china, ho cercato di rendere tangibile la nebbia e quel grigio caratteristico che avvolge la nostra pianura. L'opera è il racconto di una predilezione personale per l'inverno, stagione in cui l'Adda si spoglia dei colori per mostrare la sua struttura più pura e malinconica. 

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RAFAELA LEKAJ

“Un Cielo già visto” 
 
In quest'opera, il paesaggio familiare del fiume Adda e del ponte di Lodi viene reinterpretato attraverso la lente visionaria di Vincent van Gogh. L'uso dei colori acrilici, stesi con pennellate cariche e ritmiche, mira a trasformare la realtà in emozione visiva. Il fulcro del lavoro risiede nel contrasto cromatico tra il blu profondo delle acque e il giallo vibrante delle luci, catturando il moto perpetuo dei riflessi sulla superficie del fiume. 

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SOFIA LUPPINA

“Prendi e vola” 

Per realizzare questo lavoro ho iniziato disegnando alcune sagome di pesci e di libellule. Dopo averle create, le ho riportate sul linoleum e le ho incise con le sgorbie per mettere in evidenza le forme e i dettagli. Mi sono divertita a stamparle usando colori diversi, così da dare più movimento e varietà all’opera. Per lo sfondo ho usato l’ecoline, lasciandolo scivolare sul foglio come se fosse acqua in movimento. Alla fine ho ritagliato le stampe e le ho incollate sullo sfondo, creando un ambiente pieno di vita, con pesci e libellule che sembrano muoversi insieme. 

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RICCARDO MOI

“Un fiume di pesci” 

Per realizzare il lavoro sono partito disegnando due sagome di pesci di fiume.Dopo averle disegnate, le ho trasferite sul linoleum e le ho incise usando le sgorbie per risaltarne forma e dettagli. Mi sono divertito a stamparle usando diversi colori. Per creare lo sfondo ho usato l'ecoline facendolo scivolare sul foglio proprio come fa l'acqua! Infine ho ritagliato le stampe e le ho incollate sullo sfondo. 

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CARLOTTA LUISA RANA

“Fili del fiume” 

Attraverso la precisione del segno inciso, l’opera esplora la verticalità della flora fluviale. In primo piano, lunghe piante simili a fili d’erba emergono da un sottile velo d’acqua, giocando con la luce tra riflessi e zone d'ombra. Il contrasto è accentuato da un secondo piano dove la vegetazione si fa più densa, complessa e oscura, creando una quinta scenica che proietta il soggetto principale verso l'osservatore. Un'atmosfera estiva lasciata, nel sentimento, alla libera interpretazione di chi guarda. 

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MIRIAM ROSSINI

“Pace sul fondale” 

Questo quadro in acrilico su una tela 30x40 rappresenta l'Adda come se fosse una persona. Dalla sua sagoma nascono capelli fatti di onde e correnti, che si intrecciano con i pesci del fiume. 
L'opera trasmette una forte sensazione di calma e libertà, quasi come se il fiume fosse una divinità che protegge la natura. Guardandolo si prova un senso di pace, come quando ci si ferma a guardare l'acqua che scorre, ma anche curiosità nel vedere come la figura umana e l'ambiente diventino una cosa sola. 

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GIULIO SIMONETTI

“Sezione di fiume” 

Nella parte superiore sono rappresentate delle onde da cui escono alcuni rami e in quella inferiore dei pesci. Per le onde mi sono ispirato ad un’immagine a lunga esposizione del fiume, in modo da mostrare il movimento dell’acqua. I pesci, invece, sono un lavoro precedente che ho stampato sotto le onde per simulare uno sguardo sommerso per metà.

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SAMIRA TOSI

“Abbraccio del fiume” 

In quest’opera, il fiume abbandona la sua forma naturale per farsi figura umana. Ispirandosi all’iconico Bacio di Klimt, la composizione rielabora la celebre postura degli amanti per mettere in scena un’unione ancestrale: l’acqua e il fiume. In un tratto di paesaggio che sfuma nell’astrazione, l’elemento fluido maschile avvolge la personificazione femminile dell’Adda, trasformando lo scorrere della corrente in un abbraccio eterno e decorativo. 

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ELISA UCCHEDDU

“Un filo d’acqua” 

Questo quadro è stato realizzato grazie alla sovrapposizione di vari pezzi di stoffa, di colori e materiali differenti, la cui collocazione è stata ispirata non dal senso di ricostruzione di un’immagine precisa, quanto dall'idea che personalmente ho del fiume. L'opera pertanto è a libera interpretazione.  

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ELISA UCCHEDDU

“Finestra sul Fiume” 

Per la realizzazione di questa incisione ho scelto come soggetto una barchetta a vela solitaria, ancorata in una arena del fondale alla foce del Po mentre viene sospinta dalla pigra brezza di una giornata primaverile. 

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NICHOLAS ALESSANDRO BARANELLA, SARA BISETTO, FRANCESCA DAELLI

“Carpe diem” 

L'opera accosta tre distinte impressioni linoleografiche che celebrano la maestosità dei cetacei in armonia con l'elemento liquido. Caratterizzata da un'elegante transizione cromatica che va dal blu profondo al verde acqua, la stampa evoca la fluidità e la profondità dell'acqua attraverso un dinamico gioco di texture, pieni e vuoti. In basso, la composizione è rigidamente ancorata da una coda monumentale inscritta in una banda geometrica sfumata; qui, il dettaglio tipografico che dà il titolo all'opera, Carpe Diem, trasforma l'ancestrale movimento delle balene in un potente memento sulla preziosità e lo scorrere del tempo. 

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La cultura scorre come l'acqua, rendendo fertile tutto ciò che tocca.

Il Fiume dei Libri è il Festival Letterario di Lodi che mira ad attrarre nuova linfa vitale per la città. La rivitalizzazione dell'ambiente culturale cittadino si intreccia alla grande ambizione di riportare il fiume al centro della vita lodigiana.

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